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domenica 6 giugno 2021

Le nostre isole 10: FAVIGNANA

 

photo by Sicilia MC


Quello che stupisce, a Favignana, è la innumerevole quantità di scogli disseminati lungo la baia del porto. Quasi per chilometri prima di arrivare all'approdo. Quegli scogli in realtà sono la misura di dove arrivava un tempo la costa, che è arretrata moltissimo per colpa degli scavi dei Romani che da quest'isola estrassero tufo per anni. L'estrazione del tufo è stata uno dei motori economici dell'isola - sebbene le cave si siano spostate nell'entroterra - fino al XX secolo; oggi per lo più la gente del posto vive di pesca, agricoltura e tantissimo turismo. Erano prodotti tipici di Favignana l'origano e il tonno. Oggi purtroppo le coltivazioni di origano sono quasi del tutto scomparse e il "tonno rosso di Favignana" si pesca e si lavora altrove (lungo la costa palermitana).

Favignana è la più grossa isola dell'arcipelago delle Egadi, al largo di Trapani, le porzioni più occidentali del territorio siciliano. Il nome dell'isola - e del paese che vi è insediato sopra - deriva da Favonio, il nome antico latino del vento di Tramontana. Il territorio è in prevalenza piatto e si eleva solo fino ai 314 metri di Monte Santa Caterina ed è ricco di macchia mediterranea e fauna particolare: il rospo smeraldino, ad esempio, si trova solo qui.

Il periodo più importante e florido per Favignana iniziò con i Normanni nel XI secolo e durò fino agli anni Cinquanta del XX secolo, terminando insieme all'era dei "Leoni di Sicilia", i famosi Florio che possedevano quasi tutta l'isola. Fu grazie ai Florio se Favignana divenne la prima esportatrice di tonno in Europa e la vecchia Villa Florio, come la tonnara ormai chiusa, testimoniano questo tempo felice, nemmeno troppo lontano.

Villa Florio- ph Sicilia MC

A Favignana si possono ammirare monumenti come la chiesa dell'Immacolata Concezione (XVIII secolo), la Villa Florio (1878), il Museo dei Molluschi e l'Antiquarium ... entrambi situati nella villa. Da non perdere una visita agli ex stabilimenti della Tonnara Florio. In cima a monte Santa Caterina si ammira il castello, antico fortino normanno. Ma la vera attrazione di Favignana sono le spiagge, dai nomi romantici e musicali: Praia, Cala Rossa, Cala Ritunna, Calamoni, Marasolo, Cala Grande, Scogliera Bue Marino, Cala Azzurra, Burrone.

UNA CURIOSITA' - poco distante dalla Villa Florio, in uno slargo situato all'imbocco del porto, fino a poco tempo fa esisteva la segnaletica di rotonda più piccola del mondo: formata da un vaso da fiori in cui era inserito il segnale stradale!



What is really surprising in Favignana is the countless quantity of rocks scattered trhoughout the harbour's bay. You see them almost for kilometers before arriving at the landing place. Those rocks are actually the measure of where the original coast line once arrived, which is now very backward instead, due to the excavations the Romans did so to extract tuff stone for years. The extraction of tuff had been  one of the economic engines of the island - although the quarries later moved inland. It went on until the 20th century. Today the locals mostly live from fishing, agriculture and a lot of tourism. The oregano and tuna were typical products of Favignana. Unfortunately today the cultivation of oregano has almost completely disappeared and the "tuna of Favignana" is caught and worked elsewhere (along the Palermo coast).

Favignana is the largest island of the Egadi archipelago, off the coast of Trapani, the westernmost portions of the Sicilian territory. The name of the island - and of the village that is settled on it - derives from Favonio, the ancient Latin name of the western wind. The territory is mostly flat and rises only up to 314 meters of Mount Santa Caterina. It is rich in Mediterranean bush and particular fauna: the emerald toad, for example, can be found only here.

The most important and flourishing period for Favignana began with the Normans in the 11th century

photo by Sicilia MC

and lasted until the 1950s, ending together with the era of the "Lions of Sicily", the famous Florio family who owned almost the whole island. It was thanks to the Florios that Favignana became the first tuna exporter in Europe. Today, the old Villa Florio and the now closed tuna trap factory, testify to this happy period, not too distant in time. In Favignana you can admire monuments such as the church of the Immaculate Conception (18th century), the Villa Florio (1878), the Museum of Clams&Shellfish and the Antiquarium ... both located inside the villa. Do not miss a visit to the former establishments of the Tuna Factory Florio. At the top of Mount Santa Caterina you can admire the castle, an ancient Norman fort. But the real attraction of Favignana are the beaches, with romantic and musical names:
Praia, Cala Rossa, Cala Ritunna, Calamoni, Marasolo, Cala Grande, Scogliera Bue Marino, Cala Azzurra, Burrone.

SOMETHING FUNNY  - not far from Villa Florio, in an open space located at the entrance to the port, until recent days there was the smallest roundabout sign in the world: it was made up of just a flowerpot in which the road sign was inserted for all drivers to see!

domenica 14 marzo 2021

Le nostre isole 8: ALICUDI e FILICUDI

 

FOTO DI R.ZINGALES FLICKR

Alicudi e Filicudi vengono sempre nominate insieme. Sono in effetti le più piccole, le più selvagge e le più distanti delle sette isole Eolie, due "gemelle diverse" ma unite dalla situazione geografica e anche dalla bellezza. Qui sembra davvero di essere su altri pianeti, distanti anni luce dal resto delle terre emerse.

La più lontana delle due è Alicudi, un isolotto vulcanico abitato soltanto sul versante meridionale. A nord, i forti venti e le mareggiate rendono quasi impossibile ogni attività umana. Il suo nome deriva da Erikussa, isola dell'erica selvatica, e oggi è in gran parte ancora un territorio vergine. Vi fioriscono erica, capperi e ginestre, a fare da habitat a capre, conigli, aironi, fenicotteri e rapaci. Alicudi Porto è il centro principale, frazione di Lipari, suddiviso in diverse contrade tra cui una denominata "Montagna" perché situata a 370 metri di altezza sul mare! Le spiagge sono sassose o a ciottoli e diverse formazioni rocciose sono veri monumenti naturali: Scoglio Perciato, Scoglio Palumba, Scoglio Galera. Sull'isola non esistono strade e ci si sposta prevalentemente a dorso d'asino o di mulo, oppure a piedi.

Filicudi (da Phoenicuss, palma nana) si trova a poca distanza da Alicudi, più vicina alle altre isole sorelle ed è ancora oggi ricca di vegetazione africana con la palma - la palma nana in particolare - molto diffusa. Anche qui fioriscono ginestre, capperi, lentisco e ulivo e anche qui dimorano o si fermano periodicamente gli uccelli migratori e i grandi rapaci. Gli abitanti si suddividono tra Filicudi Porto, Valdichiesa, Pecorini e Pecorini a Mare. Altre contrade minori sono disseminate sul piccolo territorio ricco di coltivazioni. L'isola vanta alcuni siti archeologici del Neolitico, come Capo Graziano e Filobraccio, ma anche quattro relitti di epoca Romana e Medievale nei bellissimi fondali. Le spiagge più famose sono Le Punte, Brigantini, Punta Perciato. Da non perdere il tramonto da Punta Stimpagnato.


Anche Alicudi e Filicudi, come le altre Eolie, sono isole di origine vulcanica ma i loro crateri sono spenti ormai da secoli e si limitano a offrire punti panoramici e splendidi stralci di macchia mediterranea. Per arrivare sulle due isole più lontane il mezzo più usato è l'aliscafo con partenza da Milazzo, ma su Alicudi può atterrare anche l'elicottero.


Alicudi and Filicudi are always named together. They are in fact the smallest, wildest and most distant of the seven Aeolian islands. Two "different twins" but united by their geographical situation and also by beauty. Here you will feel as if you are on other planets, ages away from the rest of the land.

The farther of the two is Alicudi, a volcanic islet inhabited only on the southern side. In the north, strong winds and storms make any human activity almost impossible. Its name derives from Erikussa, wild heather, and today it is still largely a virgin territory. Heather, capers and brooms bloom here, providing habitat for goats, rabbits, herons, flamingos and birds of prey. Alicudi Porto is the main center, a hamlet of Lipari's municipality, divided into different districts including the one called "Montagna" (mountain) because it is located 370 meters above the sea level! The beaches are stony or pebbly and various rock formations are true natural monuments: Scoglio Perciato, Scoglio Palumba, Scoglio Galera. There are no roads on the island and you mainly move by donkey or mule, or on foot.

Filicudi (from Phoenicuss, short palm) is located a short distance from Alicudi, closer to the other sister islands and is still today rich in African vegetation with the palm - the short palm in particular - very widespread. Here too  broom, capers, mastic and olive trees do grow and here too migratory birds and large birds of prey dwell or stop periodically. The inhabitants are divided between Filicudi Porto, Valdichiesa, Pecorini and Pecorini a Mare. Other minor villages are scattered over the small territory rich in crops. The island boasts some Neolithic archaeological sites, such as Capo Graziano and Filobraccio, but also four Roman and Medieval wrecks in the beautiful seabed. The most famous beaches are Le Punte, Brigantini, Punta Perciato. Do not miss the sunset from Punta Stimpagnato.

Alicudi and Filicudi, like the other Aeolian Islands, are also islands of volcanic origin but their craters have been extinct for centuries. Today they just offer panoramic points and splendid stretches of Mediterranean bush. You get to the islands by hydrofoils from Milazzo. Alicudi also has a small landing area for helicopters.

domenica 14 febbraio 2021

Le nostre isole 7: SALINA

 

photo by Sicilia MC


La seconda più grande isola delle Eolie è Salina, ed è anche l'unica ad essersi separata dalla municipalità di Lipari - che comprende le restanti sei isole dell'arcipepago - formando da sola tre comuni: Santa Marina di Salina, Malfa e Leni.

Se avete un'idea delle isole del Mediterraneo fatta di sole, mare, spiagge e porticcioli ... cancellatela dalla vostra mente, quando venite a Salina. Perchè qui troverete anche montagne, entroterra e località che distano anche 10 minuti d'auto dal mare!

Salina si è formata grazie alla fusione di due vulcani - oggi spenti - dei quali si vedono benissimo le due cime gemelle, gli antichi crateri. Uno, Monte Fossa delle Felci è la cima più alta delle isole Eolie con i suoi 962 metri, mentre Monte Porro raggiunge gli 860 metri. Proprio per la forma a gobba di cammello che le danno questi due crateri, l'antico nome di Salina era Didyme, "i gemelli". Il nome attuale invece deriva dalle saline della laguna di Contrada Lingua.

I ritrovamenti archeologici ci dicono che Salina era molto abitata già nel IV secolo avanti Cristo e che nel VII secolo dopo Cristo era l'isola con la più alta densità demografica dell'arcipelago. Le persone abbandonarono l'isola nel IX secolo, per sfuggire alle continue incursioni Arabe e tornarono a popolarla soltanto cinque secoli più tardi, incoraggiati dai missionari che avevano stabilito sull'isola alcuni conventi ed eremitaggi.

Salina è l'isola più fertile delle Eolie ed anche quella che offre più risorse: la pesca, il turismo, la possibilità di coltivare una vasta porzione di territorio a vigneti, frutteti e campi di capperi sono motivazioni che spingono la gente a mettere radici qui. E, cosa più importante di tutte, Salina è l'unica isola delle Eolie a vantare sorgenti d'acqua dolce e a non dipendere dalle navi-cisterna per i rifornimenti.

photo from Google Maps

Le navi dirette a Salina approdano a Santa Marina oppure a Rinella. SANTA MARINA DI SALINA è il principale centro abitato, costruito sulla costa est intorno alla parrocchia più importante e ricco di servizi turistici; qui si possono ammirare le tre chiesette del paese, i siti archeologici di Villaggio Portella e Terme Barone, le Grotte dei Saraceni scavate lungo la costa nel tufo, la laguna di Lingua. MALFA, a nord, è il secondo comune dell'isola, e anche quello in cui hanno sede le scuole primaria e secondaria; nel suo territorio ricade la Riserva Naturale Montagne delle Felci e dei Porri. Il territorio comunale di LENI si inoltra dalla costa meridionale dell'isola fino all'entroterra, tra boschi, campi coltivati e la riserva delle Montagne delle Felci e dei Porri. Proprio nella ampia vallata tra i due crateri sorge il bellissimo Santuario di Maria Santissima del Terzito nella frazione Valdichiesa. Il nome di Leni pare derivi dal greco lenòs, torchio, e non è un caso che proprio qui si produca il miglior vino Malvasia delle Eolie!

Bisogna venire a Salina per scoprire un volto diverso e forse meno mondano - ma più umano - delle Eolie. Noi di Sicilia Muse Culture, lo confessiamo, abbiamo un debole per quest'isola in particolare...! Anche perché quanto a bellissime spiagge Salina non è da meno delle sue "sorelle". Sorgono qui le incantevoli cale di Pollara (set del film "Il Postino" di Massimo Troisi), Rinella, Punta Sicario (Malfa), Leni,  Lingua e Santa Marina.


The second largest of the Aeolian Islands is Salina, also the only one to have separated from the municipality of Lipari - which includes the remaining six islands of the archipelago. It forms by itself  three municipalities: ​​Santa Marina di Salina, Malfa and Leni. If you have an idea of ​​the Mediterranean islands made of just sun, sea, beaches and marinas ... erase it from your mind when you come to Salina. Because here you will also find mountains, wild hinterland and places that are also 10 minutes away by car from the sea!

Salina was formed thanks to the merging of two volcanoes - now extinct - of which the two twin peaks,

photo by Sicilia MC

the ancient craters, can be clearly seen. One, Mount Fossa delle Felci is the highest peak of the Aeolian Islands with its 962 meters. Mount Porro reaches 860 meters. Precisely because of the camel-hump shape that these two craters give it, the ancient name of Salina was Didyme, "the twins". The current name instead derives from the salt flats of the Contrada Lingua lagoon. Archaeological findings tell us that Salina was already inhabited in the 4th century BC and that in the 7th century AD it was the island with the highest population density of the archipelago. The people left the island in the 9th century, to escape the continuous Arab armies raids and only returned to populate it five centuries later. They were also encouraged by the missionaries who had established some convents and hermitages on the island in the Middle Ages.

Salina is the most fertile land of the Aeolian Islands and also the one that offers more resources: fishing, tourism, the possibility of cultivating a large portion of the territory with vineyards, orchards and fields of capers are reasons that invite people to take root here. And most important of all, Salina is the only island of the Aeolian archipelago with freshwater springs, thus not depending on tankers for supplies.

Ships bounding for Salina land in Santa Marina or in Rinella Beach harbours. SANTA MARINA DI SALINA is the main inhabited center, built on the east coast around the most important parish church. It is rich in tourist services. Here you can admire the three small churches of the town, the archaeological sites of Villaggio Portella and Terme Barone, the Saraceni caves dug along the coast in the tuff stone, the Lingua lagoon. MALFA, to the northern coast, is where primary and secondary schools of the whole island are located; the Natural Reserve of the Felci and Porri Mountains falls within its territory. The municipal territory of LENI extends from the southern coast to the hinterland, through woods, cultivated fields and the reserve of the Felci and Porri Mountains. Right in the wide valley between the two craters stands the beautiful Sanctuary of Maria Santissima del Terzito in the Valdichiesa hamlet. Leni's name seems to derive from the Greek word  lenòs, the press, and it is no coincidence that the best Malvasia wine is produced right here!

You have to come to Salina to discover a different and perhaps less glamourous - but more human - aspect of the Aeolian Islands. We of Sicilia Muse Culture blog, we must confess, do have a special affection for this island in particular ...! Also because -as for beautiful beaches- Salina is no less than its "sisters". Here you will enjoy sun and sea at the enchanting coves of Pollara (also the set of the film "Il Postino" by Massimo Troisi), Rinella, Punta Sicario near Malfa, Leni, Lingua and Santa Marina.

sabato 2 gennaio 2021

Le nostre isole 6: USTICA

 

PHOTO BY  FABROX - wikipedia


Ustica è conosciuta nel mondo per due fatti in particolare: i fondali stupendi, paradiso dei sub di ogni nazione e la terribile strage causata dall'abbattimento di un aereo civile in tempo di pace, proprio nei cieli sopra l'isoletta. Oggi vogliamo però conoscere meglio questo lembo di terra al largo di Palermo, in Sicilia.

Ustica - dal latino ustum, bruciato - nasce come isola vulcanica e per 600.000 anni, nella preistoria, ha eruttato lave incandescenti. Lave diverse, però, da quelle delle vicine isole Eolie; infatti Ustica è un vulcano più simile all'Etna che alle isole vulcaniche del Tirreno. In ogni caso, al momento, i suoi due massimi crateri, Punta Maggiore e Monte Guardia dei Turchi, sono spenti. L'apparato vulcanico di cui Ustica è una parte emersa, però, è ancora attivo e non è raro che il mare intorno all'isola ogni tanto si veda letteralmnte "bollire".

Le tantissime grotte laviche e le cave scavate dall'erosione del mare hanno reso Ustica da sempre un luogo adatto all'insediamento umano. Ci sono testimonianze di vita nel Paleolitico, tracce di primitivi culti Cristiani nell'era Romana, segnali del passaggio di pirati e mercenari del Medioevo che tra quelle grotte trovavano rifugio scappando dalla legge. Dopo un lungo periodo di abbandono, nel 1759, Ferdinando III di Borbone re delle Due Sicilie decise un piano di colonizzazione dell'isola incentivando l'immigrazione di contadini e pescatori da Palermo, da Trapani ma anche da Napoli. Dopo l'Unità d'Italia fu usata come prigione a cielo aperto per gli esiliati e per i prigionieri in isolamento, condizione che decadde solo nel 1961.

Oggi Ustica vive di pesca e di turismo, ma è diffusa anche l'agricoltura. L'unico centro abitato è il comune di Ustica, raccolto intorno all'unico porticciolo dell'isola. Qui si possono ammirare monumenti del Settecento, come la chiesa di San Ferdinando, le torri militari di avvistamento (Torre Santa Maria, Torre Spalmatore). Non lontano dal centro sorgono siti archeologici come Villaggio Tramontana con necropoli dell'era del bronzo, o Villaggio Rocca Falconiera con resti romani e resti militari del XVIII secolo. A Ustica però si viene per immergersi e ammirare i fondali ricchi di coralli e aragoste; o per ammirare le grotte (Grotta Verde, Grotta Azzurra, Grotta dell'Oro, Grotta Colonne....) e ovviamente le splendide spiagge.

Nel giugno del 1980 un aereo civile della compagnia ITAVIA in volo da Bologna verso Palermo precipitò, forse colpito per errore da fuoco militare alleato durante non meglio specificate "esercitazioni nel Tirreno". Morirono 81 persone. L'aereo - al centro di uno dei misteri politici e militari più oscuri d'Italia - cadde in realtà molto lontano dall'isola, ma oggi l'evento è ricordato come STRAGE DI USTICA perché Ustica è da sempre il punto di riferimento più vicino sulle mappe di quella tragedia.

COME ARRIVARE: a Ustica si arriva dal mare, con aliscafi che partono da Palermo.



PHOTO BY PAOLO LUPO

Ustica is known throughout the world for two facts in particular: the wonderful seabed, a paradise for divers of every nation and the terrible air crash caused by the shooting down of a civilian plane in peacetime, in the skies above the island. Today, however, we want to learn more about this strip of land off the coast of Palermo, in Sicily.

Ustica - from the Latin ustum, burned - was born as a volcanic island and for over 600,000 years, in prehistoric times, it erupted hot lavas. Different lava, however, from the one of the nearby Aeolian islands; in fact Ustica is more similar to Etna than to the other volcanic islands of the Tyrrhenian Sea. In any case, at the moment, its two maximum craters, Punta Maggiore and Monte Guardia dei Turchi, are extinct. The volcanic apparatus of which Ustica is an emerged part, however, is still active and it is not uncommon for the sea around the island to literally "boil" every now and then. 

The many lava caves and the grottos dug by sea erosion have always made Ustica a suitable place for human settlement. There are testimonies of life in the Paleolithic Age, traces of primitive Christian cults in the Roman era, signs of the passage of pirates and mercenaries of the Middle Ages who found refuge among those caves escaping from the law. After a long period of abandonment, in 1759, Ferdinand III of Bourbon, king of the Two Sicilies, decided on a plan to colonize the island by encouraging the immigration of farmers and fishermen from Palermo, Trapani and Naples. After the unification of Italy it was used as an open-air prison for exiles and for prisoners in solitary confinement, a condition that declined only in 1961.

Today Usticans live thanks to fishing and tourism, plus some agriculture too. The only inhabited center is the municipality of Ustica, gathered around the only port on the island. Here you can admire monuments of the 18th century, such as the church of St Ferdinando, the military watchtowers (Torre Santa Maria, Torre Spalmatore). Not far from the town there are archaeological sites such as the Tramontana Village with the Bronze Age necropolis, or the Rocca Falconiera Village with Roman remains and military remains from the 18th century. However, people come to Ustica mainly to dive and admire the seabed rich in corals and lobsters; or to admire the caves (Grotta Verde, Grotta Azzurra, Grotta dell'Oro, Grotta Colonne ....) and of course the splendid beaches. 

In June 1980 a civil aircraft of the ITAVIA company flying from Bologna to Palermo crashed, perhaps accidentally hit by Allied military fire during unspecified "exercises in the Tyrrhenian Sea". The victims were 81, no one survived. The airplane - still at the center of one of the darkest political and military mysteries in Italy - actually fell very far from the island. But today the event is remembered as the USTICA CRASH because Ustica has always been the closest point of reference on the maps of that tragedy. 

HOW TO GET THERE: Ustica can be reached from the sea, with hydrofoils departing from Palermo.

giovedì 19 novembre 2020

Le nostre isole 5: LIPARI - the castle island

 

                                            photo Sicilia Muse Culture


Oggi Lipari è considerata la più tranquilla delle isole Eolie, per quanto riguarda i fenomeni vulcanici. Eppure è ancora un vulcano, anche se la sua attività si manifesta con intervalli di migliaia di anni. L'ultima eruzione documentata risale all'anno 1230, quella precedente è datata anno 780, quindi bisogna andare indietro di millenni - 15.000 anni fa, 50.000 o 200.000 anni fa - per avere ricordi delle eruzioni dei crateri di Lipari.

Monte Pilato e Forgia Vecchia sono le bocche dormienti del vulcano sommerso di cui l'isola di Lipari è solo la cima. E tra esse, oggi, la popolazione ha ricostruito la vita. Case, strade, paesini molto popolati, campi coltivati ... Lipari è la più grande delle sette Eolie e anche il comune principale (seguito da Santa Marina di Salina, Leni e Malfa).

A Lipari vivono circa 10.000 persone, numero che in estate aumenta di parecchio grazie al turismo che qui trova servizi e divertimenti che in altre isole sono in parte assenti. Qui possono circolare i mezzi a motore, le vie e le piazze sono ampie e si trovano pure monasteri e chiese. E un castello. Il paese di Lipari è raccolto intorno al Castello di Lipari, una fortificazione situata in cima alla collina che domina il porto. Una collina abitata - con testimonianze evidenti - dalla Preistoria. Furono i bizantini a costruire il castello, i Normanni lo resero la fortezza che è ancora oggi. Un tempo il borgo di Lipari era tutto compreso tra le mura del Castello, oggi al loro interno si trovano solo le chiese - tra cui la Cattedrale di San Bartolomeo - le necropoli e il museo archeologico. Nei pressi della cattedrale si possono ammirare dei bellissimi chiostri antichi (foto in alto) risalenti al secolo XI e appartenuti al monastero benedettino.

photo Sicilia MC

Le spiagge più belle di Lipari si trovano nelle sue frazioni: Acquacalda, Canneto e Quattropani. Quest'ultima località è famosa per i ritrovamenti preistorici noti come Cultura del Castellaro Vecchio (V millennio avanti Cristo), che consistono in lavorazioni in ceramica uniche in Sicilia. Simili ritrovamenti si sono visti solo in Calabria e in Puglia. Altre bellezze da vedere a Lipari sono: i faraglioni, la Grotta del Cavallo (foto a lato) - dentro la quale si può entrare solo via mare - la ex cava di pomice e i panorami da Belvedere Quattrocchi e dall'osservatorio di Monte Guardia.

PER ARRIVARE A LIPARI: con traghetto o aliscafo, da Messina e da Milazzo, ma anche da Reggio Calabria e da Napoli.


Today Lipari is considered the quietest of the Aeolian Islands, as far as volcanic phenomena are concerned. Yet it is still a volcano, even if its activity occurs with intervals of thousands of years. The last documented eruption dates back to the year 1230, the previous one is dated in the year 780, then  you have to go back millennia - 15,000 years ago, 50,000 or 200,000 years ago - to have memories of the eruptions of the Lipari craters. Mount Pilato and Mount Forgia Vecchia are the dormant mouths of the submerged volcano of which the island of Lipari is only the top. And among them, today, the population has rebuilt life. Houses, roads, very populated villages, cultivated fields ... Lipari is the largest of the seven Aeolian Islands and also the main municipality (followed by Santa Marina di Salina, Leni and Malfa).

About 10,000 people live in Lipari, a number that increases a lot in the summer thanks to tourists, who find here services and entertainment that are partly absent on other islands. Motor vehicles can circulate, the streets and squares are large and there are also monasteries and churches. And a castle. The town of Lipari is gathered around the Castle of Lipari, a fortress located on top of the hill overlooking the port. A hill inhabited already - with clear evidence - in prehistoric times. It was the Byzantines who built the castle, the Normans made it the fortress it still is today. In past times,  the village of Lipari was all included within the walls of the Castle. Today are located inside them the churches - including the Cathedral of St Bartholomew - the necropolis and the archaeological museum. Near the cathedral you can admire the beautiful ancient cloisters (main photo) dating back to the 11th century and belonging to the Benedictine monastery.

The most beautiful beaches of Lipari are in its hamlets: Acquacalda, Canneto and Quattropani. This last place is famous for the prehistoric findings known as the Culture of Castellaro Vecchio (5th millennium BC), which consist of ceramic works unique in Sicily. Similar findings have been seen only in Calabria and Apulia. Other beauties to see in Lipari are: the rocky islets off the coast, the marine grotto of Cavallo (small photo above) - which can only be visited by boat - the abandoned pumice quarry and the views from Belvedere Quattrocchi and from the Monte Guardia observatory. 

YOU ARRIVE IN LIPARI: by ferryboat or hydrofoil, from Messina and Milazzo, but also from Reggio Calabria and Naples.

domenica 18 ottobre 2020

Le nostre isole 4: Lampedusa, Linosa, Lampione

 

photos from the Web

Per molti, per troppi, il nome di queste isole è legato soltanto alla cronaca degli sbarchi dei migranti africani - a immagini di miseria associate a proteste politiche e bracci di ferro. Chi però le ha visitate per una vacanza, e più ancora chi le vive, sa che Lampedusa, Linosa e Lampione sono degli spicchi di cielo in Terra, degli assaggi di paradiso.

Lampedusa e Linosa, insieme, formano un comune sparso in provincia di Agrigento. Il comune più a sud d'Italia, l'ultimo lembo d'Europa prima del continente africano. Anzi, sono già Africa! Lampedusa e Lampione sono di fatto brandelli del continente "nero" emersi al centro del Mediterraneo mentre Linosa si trova sulla placca tettonica europea. Lo spettacolare punto di azzurro del mare e il colore bianchissimo delle spiagge sono dovuti alle rocce - calcaree e residui corallini - tipiche delle isole.

Qui abitano in tutto 6.540 persone, suddivise per lo più tra Lampedusa (6.304) e Linosa (236), su territori piatti e semi aridi. Il punto più alto dell'arcipelago è Punta Albero Sole che raggiunge appena i 133 metri. Non ci sono veri e propri "monumenti", qui. L'edificio più importante, dopo il santuario Maria Santissima di Portosalvo, è la villa di Domenico Modugno - dove il famoso cantante visse gli ultimi anni fino alla morte - situata sulla spiaggia Dei Conigli, di fronte all'isoletta omonima.

Isola dei Conigli è di per sé un bel monumento naturale, un grosso scoglio di roccia bianca sul quale vivono diversi piccoli animali selvatici. Un tempo era effettivamente piena di conigli, ma non è per questo che porta quel nome.  L'isolotto infatti era anticamente noto come al Rabit ("il collegamento" in arabo), ma il primo a disegnarne la mappa - il navigatore britannico Smith - scrisse Rabbit Island, portando automaticamente alla traduzione da rabbit, coniglio.

I monumenti più belli di Lampedusa, Linosa e Lampione sono i panorami, le spiagge, le calette di roccia. Nomi romantici e unici - Cala Greca, Cala Madonna, Cala Guitgia, Cala Ruperta, Capo Grecale, Punta Parrino, Punta Alaimo - che a volte nascondono segreti. La grotta di Punta Parise, ad esempio, o i fondali spettacolari di Cala Mare Morto.


Fra i tre crateri spenti di Linosa, invece, si possono ammirare bellissimi animali come le tartarughe Caretta Caretta, l'uccello Berta Maggiore, la lucertola linosana - indigena e quindi introvabile altrove. Uccelli marini, uccelli migratori, crostacei, spugne e magnifici pesci sono le bellezze della disabitata Lampione. Qui si trovano anche le rocce più antiche dell'arcipelago.

Raggiungere queste isole è facilissimo. Si arriva in aereo, da Catania e Palermo, atterrando al piccolo aeroporto di Lampedusa. Poi ci si sposta in barca tra un'isola e l'altra. Il periodo migliore per godersi Lampedusa, Linosa e Lampione è ... sempre. Qui l'inverno non esiste. Il mese più "freddo" è gennaio quando la temperatura scende - se così si può dire - a 23°C !


For many - too many - people the name of these islands is linked only to the chronicle of the landings of African migrants, to images of misery associated with political protests and standoffs. However, those who have visited them for a holiday, and even more those who live them all year long, know that Lampedusa, Linosa and Lampione are slices of heaven on Earth, a taste of paradise. Lampedusa and Linosa together form a scattered municipality in the Sicilian district of Agrigento. The southernmost municipality of Italy, the last strip of Europe before the African continent. Indeed, they are already Africa! Lampedusa and Lampione are in fact shreds of the "black" continent that emerge in the center of the Mediterranean Sea. While Linosa is on the European tectonic plate. The spectacular blue shade  of the sea and the shining white colour of the beaches are due to the rocks - limestone and coral residues - typical of the islands.

A total of 6,540 people live here, mostly divided between Lampedusa (6,304) and Linosa (236). They live on flat and semi-arid territories. The highest point of the archipelago is Punta Albero Sole which rises to just 133 meters. There are no real "monuments" here. The most important building, after the sanctuary of Our Lady of Portosalvo, is the villa of Domenico Modugno - where the famous singer lived for the last few years until his death - located on the Conigli beach, opposite the islet of the same name. Isola Dei Conigli (island of rabbits)  is itself a beautiful natural monument, a large white rock on which several small wild animals live. It was once actually full of rabbits, but that's not why it bears that name. In fact, the islet was formerly known as al Rabit ("the connection" in Arabic), but the first one to draw the map - the British explorer Smith - wrote Rabbit Island, automatically leading to the wrong translation. The most beautiful monuments of Lampedusa, Linosa and Lampione are the views, the beaches, the rocky coves. Romantic and unique names - Cala Greca, Cala Madonna, Cala Guitgia, Cala Ruperta, Capo Grecale, Punta Parrino, Punta Alaimo - which sometimes hide secrets. The cave of Punta Parise, for example, or the spectacular seabed of Cala Mare Morto.

Among the three extinct craters of Linosa, instead, you can admire beautiful animals such as the Caretta Caretta turtles, the Bertha birds, the Linosan lizards - the latter endemic to the place and therefore impossible to find elsewhere. Sea birds, migratory birds, crustaceans, sponges and magnificent fish are the beauties of the deserted Lampione island. Here are also the oldest rocks of the archipelago. Reaching these islands is very easy. You can arrive by airplane, from Catania and Palermo, landing at the small airport of Lampedusa. Then you will move by boat between one island and another. The best time to enjoy Lampedusa, Linosa and Lampione is ... all the time in the year. There is no winter at all. The "coldest" month is January when the temperature drops - if you can ever say so! - to 23°C (73,4°F).