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domenica 11 aprile 2021

Le nostre isole 9: PANAREA

 

photo by Sicilia MC
    


Con questo nome armonioso che suona quasi come quello di un'isola polinesiana, Panarea è sicuramente il paradiso del turismo eoliano. Lo è diventata ancor di più dopo un famoso film (dal titolo omonimo) che ne promuoveva i divertimenti estivi sfrenati. Oggi, difatti, l'isola è votata interamente all'accoglienza, al ristoro e agli eventi per intrattenere i forestieri. Eppure, storicamente, è la "nonna" per eccellenza dell'arcipelago.

Si tratta infatti del primo, grande, vulcano emerso delle Eolie. Un vulcano primordiale che poi è andato distrutto in una devastante esplosione che ha fatto collassare il suo cratere. Quel che vediamo oggi - l'isola di Panarea stessa e gli isolotti di Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Dattilo, Bottaro, Lisca Nera, Panarelli e Formiche - sono quel che rimane in superficie della sua enorme circonferenza. E non è detto che il vulcano sia del tutto estinto, dato che sulla costa nord di Panarea esistono fumarole ancora attive.

PHOTO SICILIA MC

Territorialmente l'isola è la più "piatta" delle Eolie, ricchissima di macchia mediterranea e di capperi, è abitata da 280 persone appena che dividono gli spazi con gabbiani, corvi e bellissimi falchi. Nel corso della storia, Panarea inizia ad esistere con l'invasione araba (nel IX secolo) e con il successivo dominio Normanno. Nel XVI secolo, a causa delle incursioni del pirata saraceno Dragut, l'isola fu abbandonata. La popolazione tornò nel XVIII secolo quando alcuni contadini di Lipari decisero di andare a colonizzare nuovamente questa terra.

Non ci sono veri monumenti su Panarea. Due deliziose chiesette, molto semplici, richiamano la tipica architettura locale che però si vede meglio nelle costruzioni private - in stile "eoliano". Sono per lo più da ammirare, qui, i siti archeologici (il villaggio preistorico di Capo Milazzese, il Castello del Salvamento - un pinnacolo di roccia usato dagli abitanti per sfuggire alle incursioni dal mare) e le bellezze naturali. Ogni scoglio di Panarea è un paradiso naturale da scoprire. Ovviamente non mancano le spiagge: Calcara, la spiaggia dove le rocce sfiatano vapori vulcanici caldi; lo splendido anfiteatro naturale di Cala Junco; Cala Zimmari, dalla suggestiva sabbia rossa.

QUALCHE CURIOSITA': il nome di Panarea è misterioso. Si usa dal VII secolo ma nessuno sa da dove derivi. Forse fa riferimento alla parola siciliana "panaro" (cestino) per via della forma dell'isola stessa?

A Panarea non esistono numeri civici. Ogni casetta, ogni edificio, si distingue per una poesia incisa sulla ceramica o dipinta sulle mattonelle o sui muretti. Camminare per quest'isola è davvero fare "due passi nella poesia delle Eolie". 


With this harmonious name that sounds almost like a Polynesian word, Panarea is certainly

PHOTO SICILIA MC

the paradise of the Aeolian tourism. It became even more so after a famous film (with the same title) that promoted its wild summer fun. Today, in fact, the island is devoted entirely to hospitality, refreshments and events to entertain foreigners. Yet, historically, it is the archipelago's "grandmother"
par excellence. It was in fact the first, large, emerged volcano of the Aeolian Islands. A primordial volcano then destroyed in a devastating explosion that caused its crater to collapse. What we see today - the island of Panarea itself and the islets of Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Dattilo, Bottaro, Lisca Nera, Panarelli and Formiche - are the remains on the sea surface of its enormous circumference. And it is not certain that the volcano is completely extinct, since on the north coast of Panarea there are still active steam vents. 

As a territory, the island is the "flattest" of the Aeolian Islands, rich in Mediterranean bushy vegetation and caper plants, it is inhabited by 280 people only. They share the spaces with gulls, crows and beautiful hawks. Throughout history, Panarea begins to exist with the Arab invasion (in the 9th century) and with the subsequent Norman domination. In the 16th century, due to the raids of the Saracen pirate Dragut, the island was abandoned. The population returned in the 18th century when some peasants from Lipari decided to go and settle on this land again. 

 There are no real monuments on Panarea. Two delightful, very simple churches recall the typical local architecture which however is best seen in private buildings - in "Aeolian" style. The archaeological sites (the prehistoric village of Capo Milazzese, the Castle of Salvation - a pinnacle of rock used by the inhabitants to escape the sea pirates) and the natural beauties are mostly to be admired. Each rock of Panarea is a natural paradise to discover. Obviously there are beautiful beaches, too: Calcara, the beach where the rocks release hot volcanic steam; the splendid natural amphitheater of Cala Junco; Cala Zimmari, with its suggestive red sand. 

CURIOUS FUNNY THINGS: Panarea's name is a mystery. No one knows where it comes from. It started to be in use in the 7th century AD. Perhaps it might come from a Sicilian word, "panaro" (basket), due to the island's shape.

In Panarea there are no house numbers. Each small house, each building, is distinguished by a poem engraved on the ceramic or painted on the tiles or on the walls. Touring around this island is really as to  "have a walk in the poetry of the Aeolian Islands".

domenica 14 marzo 2021

Le nostre isole 8: ALICUDI e FILICUDI

 

FOTO DI R.ZINGALES FLICKR

Alicudi e Filicudi vengono sempre nominate insieme. Sono in effetti le più piccole, le più selvagge e le più distanti delle sette isole Eolie, due "gemelle diverse" ma unite dalla situazione geografica e anche dalla bellezza. Qui sembra davvero di essere su altri pianeti, distanti anni luce dal resto delle terre emerse.

La più lontana delle due è Alicudi, un isolotto vulcanico abitato soltanto sul versante meridionale. A nord, i forti venti e le mareggiate rendono quasi impossibile ogni attività umana. Il suo nome deriva da Erikussa, isola dell'erica selvatica, e oggi è in gran parte ancora un territorio vergine. Vi fioriscono erica, capperi e ginestre, a fare da habitat a capre, conigli, aironi, fenicotteri e rapaci. Alicudi Porto è il centro principale, frazione di Lipari, suddiviso in diverse contrade tra cui una denominata "Montagna" perché situata a 370 metri di altezza sul mare! Le spiagge sono sassose o a ciottoli e diverse formazioni rocciose sono veri monumenti naturali: Scoglio Perciato, Scoglio Palumba, Scoglio Galera. Sull'isola non esistono strade e ci si sposta prevalentemente a dorso d'asino o di mulo, oppure a piedi.

Filicudi (da Phoenicuss, palma nana) si trova a poca distanza da Alicudi, più vicina alle altre isole sorelle ed è ancora oggi ricca di vegetazione africana con la palma - la palma nana in particolare - molto diffusa. Anche qui fioriscono ginestre, capperi, lentisco e ulivo e anche qui dimorano o si fermano periodicamente gli uccelli migratori e i grandi rapaci. Gli abitanti si suddividono tra Filicudi Porto, Valdichiesa, Pecorini e Pecorini a Mare. Altre contrade minori sono disseminate sul piccolo territorio ricco di coltivazioni. L'isola vanta alcuni siti archeologici del Neolitico, come Capo Graziano e Filobraccio, ma anche quattro relitti di epoca Romana e Medievale nei bellissimi fondali. Le spiagge più famose sono Le Punte, Brigantini, Punta Perciato. Da non perdere il tramonto da Punta Stimpagnato.


Anche Alicudi e Filicudi, come le altre Eolie, sono isole di origine vulcanica ma i loro crateri sono spenti ormai da secoli e si limitano a offrire punti panoramici e splendidi stralci di macchia mediterranea. Per arrivare sulle due isole più lontane il mezzo più usato è l'aliscafo con partenza da Milazzo, ma su Alicudi può atterrare anche l'elicottero.


Alicudi and Filicudi are always named together. They are in fact the smallest, wildest and most distant of the seven Aeolian islands. Two "different twins" but united by their geographical situation and also by beauty. Here you will feel as if you are on other planets, ages away from the rest of the land.

The farther of the two is Alicudi, a volcanic islet inhabited only on the southern side. In the north, strong winds and storms make any human activity almost impossible. Its name derives from Erikussa, wild heather, and today it is still largely a virgin territory. Heather, capers and brooms bloom here, providing habitat for goats, rabbits, herons, flamingos and birds of prey. Alicudi Porto is the main center, a hamlet of Lipari's municipality, divided into different districts including the one called "Montagna" (mountain) because it is located 370 meters above the sea level! The beaches are stony or pebbly and various rock formations are true natural monuments: Scoglio Perciato, Scoglio Palumba, Scoglio Galera. There are no roads on the island and you mainly move by donkey or mule, or on foot.

Filicudi (from Phoenicuss, short palm) is located a short distance from Alicudi, closer to the other sister islands and is still today rich in African vegetation with the palm - the short palm in particular - very widespread. Here too  broom, capers, mastic and olive trees do grow and here too migratory birds and large birds of prey dwell or stop periodically. The inhabitants are divided between Filicudi Porto, Valdichiesa, Pecorini and Pecorini a Mare. Other minor villages are scattered over the small territory rich in crops. The island boasts some Neolithic archaeological sites, such as Capo Graziano and Filobraccio, but also four Roman and Medieval wrecks in the beautiful seabed. The most famous beaches are Le Punte, Brigantini, Punta Perciato. Do not miss the sunset from Punta Stimpagnato.

Alicudi and Filicudi, like the other Aeolian Islands, are also islands of volcanic origin but their craters have been extinct for centuries. Today they just offer panoramic points and splendid stretches of Mediterranean bush. You get to the islands by hydrofoils from Milazzo. Alicudi also has a small landing area for helicopters.

giovedì 19 novembre 2020

Le nostre isole 5: LIPARI - the castle island

 

                                            photo Sicilia Muse Culture


Oggi Lipari è considerata la più tranquilla delle isole Eolie, per quanto riguarda i fenomeni vulcanici. Eppure è ancora un vulcano, anche se la sua attività si manifesta con intervalli di migliaia di anni. L'ultima eruzione documentata risale all'anno 1230, quella precedente è datata anno 780, quindi bisogna andare indietro di millenni - 15.000 anni fa, 50.000 o 200.000 anni fa - per avere ricordi delle eruzioni dei crateri di Lipari.

Monte Pilato e Forgia Vecchia sono le bocche dormienti del vulcano sommerso di cui l'isola di Lipari è solo la cima. E tra esse, oggi, la popolazione ha ricostruito la vita. Case, strade, paesini molto popolati, campi coltivati ... Lipari è la più grande delle sette Eolie e anche il comune principale (seguito da Santa Marina di Salina, Leni e Malfa).

A Lipari vivono circa 10.000 persone, numero che in estate aumenta di parecchio grazie al turismo che qui trova servizi e divertimenti che in altre isole sono in parte assenti. Qui possono circolare i mezzi a motore, le vie e le piazze sono ampie e si trovano pure monasteri e chiese. E un castello. Il paese di Lipari è raccolto intorno al Castello di Lipari, una fortificazione situata in cima alla collina che domina il porto. Una collina abitata - con testimonianze evidenti - dalla Preistoria. Furono i bizantini a costruire il castello, i Normanni lo resero la fortezza che è ancora oggi. Un tempo il borgo di Lipari era tutto compreso tra le mura del Castello, oggi al loro interno si trovano solo le chiese - tra cui la Cattedrale di San Bartolomeo - le necropoli e il museo archeologico. Nei pressi della cattedrale si possono ammirare dei bellissimi chiostri antichi (foto in alto) risalenti al secolo XI e appartenuti al monastero benedettino.

photo Sicilia MC

Le spiagge più belle di Lipari si trovano nelle sue frazioni: Acquacalda, Canneto e Quattropani. Quest'ultima località è famosa per i ritrovamenti preistorici noti come Cultura del Castellaro Vecchio (V millennio avanti Cristo), che consistono in lavorazioni in ceramica uniche in Sicilia. Simili ritrovamenti si sono visti solo in Calabria e in Puglia. Altre bellezze da vedere a Lipari sono: i faraglioni, la Grotta del Cavallo (foto a lato) - dentro la quale si può entrare solo via mare - la ex cava di pomice e i panorami da Belvedere Quattrocchi e dall'osservatorio di Monte Guardia.

PER ARRIVARE A LIPARI: con traghetto o aliscafo, da Messina e da Milazzo, ma anche da Reggio Calabria e da Napoli.


Today Lipari is considered the quietest of the Aeolian Islands, as far as volcanic phenomena are concerned. Yet it is still a volcano, even if its activity occurs with intervals of thousands of years. The last documented eruption dates back to the year 1230, the previous one is dated in the year 780, then  you have to go back millennia - 15,000 years ago, 50,000 or 200,000 years ago - to have memories of the eruptions of the Lipari craters. Mount Pilato and Mount Forgia Vecchia are the dormant mouths of the submerged volcano of which the island of Lipari is only the top. And among them, today, the population has rebuilt life. Houses, roads, very populated villages, cultivated fields ... Lipari is the largest of the seven Aeolian Islands and also the main municipality (followed by Santa Marina di Salina, Leni and Malfa).

About 10,000 people live in Lipari, a number that increases a lot in the summer thanks to tourists, who find here services and entertainment that are partly absent on other islands. Motor vehicles can circulate, the streets and squares are large and there are also monasteries and churches. And a castle. The town of Lipari is gathered around the Castle of Lipari, a fortress located on top of the hill overlooking the port. A hill inhabited already - with clear evidence - in prehistoric times. It was the Byzantines who built the castle, the Normans made it the fortress it still is today. In past times,  the village of Lipari was all included within the walls of the Castle. Today are located inside them the churches - including the Cathedral of St Bartholomew - the necropolis and the archaeological museum. Near the cathedral you can admire the beautiful ancient cloisters (main photo) dating back to the 11th century and belonging to the Benedictine monastery.

The most beautiful beaches of Lipari are in its hamlets: Acquacalda, Canneto and Quattropani. This last place is famous for the prehistoric findings known as the Culture of Castellaro Vecchio (5th millennium BC), which consist of ceramic works unique in Sicily. Similar findings have been seen only in Calabria and Apulia. Other beauties to see in Lipari are: the rocky islets off the coast, the marine grotto of Cavallo (small photo above) - which can only be visited by boat - the abandoned pumice quarry and the views from Belvedere Quattrocchi and from the Monte Guardia observatory. 

YOU ARRIVE IN LIPARI: by ferryboat or hydrofoil, from Messina and Milazzo, but also from Reggio Calabria and Naples.

giovedì 9 luglio 2020

Le Nostre Isole 2 - PANTELLERIA - Minor Islands2


Pantelleria è un comune di 7000 abitanti, in provincia di Trapani, che occupa da solo un'isoletta molto più vicina all'Africa che alla Sicilia. La distanza da Tunisi, infatti, è di soli 65 km (dalle coste siciliane dista invece 110 km). L'isola è di origine vulcanica sebbene i suoi crateri - il più alto, Montagna Grande, supera gli 800 m - siano ormai estinti. Oltre ad essere bellissima e selvaggia, Pantelleria è davvero un universo a parte. Non è Italia, non è Africa e non è nemmeno davvero Sicilia.

Si parla un dialetto particolare, il "pantesco", molto più vicino all'arabo e al maltese moderno che al tradizionale siciliano. Le piante che trovano il proprio habitat ideale su questi terreni esposti al vento di mare sono palme nane, viti nane, capperi, ulivi nani, erbe aromatiche. Difficile, qui, trovare alberi di agrumi o frutteti. La fauna di Pantelleria è costituita da uccelli migratori che si fermano a riposare sull'isola  durante i loro viaggi tra Africa ed Europa. Più volte è stato avvistato un esemplare di foca monaca, forse l'ultimo di una specie ormai in via di estinzione. Numerosi ... fin troppo ... i conigli!

Il piccolo centro abitato di Pantelleria, dalle antiche origini greco-romane e con ricchi elementi arabi venne quasi totalmente distrutto dai bombardamenti della II Guerra Mondiale. Di conseguenza non ci sono più monumenti di pregio storico, salvo alcune rovine archeologiche risalenti all'età del Bronzo e i megaliti del II millennio avanti Cristo, in contrada Mursia e a Cimillìa. Si è salvato, anche se oggi appare restaurato e quasi del tutto rinnovato, il castello Barbacane (600 dopo Cristo).

DA NON PERDERE: una visita allo SPECCHIO DI VENERE, la piccola laguna - oggi Riserva Naturale Portetta - situata dentro una ex caldera vulcanica; i GIARDINI PANTESCHI, ovvero dei recinti cilindrici costruiti con le pietre di lava estratte dai campi. In tal modo, si liberava lo spazio per le colture e si costruivano, allo stesso tempo, dei "rifugi" dentro i quali far crescere le piante, protette dai venti forti dell'isola. Non fatevi mancare l'esperienza di visitare un DAMMUSU, la tipica costruzione isolana oggi utilizzata per lo più come alloggio turistico. ------ foto dal web.


Pantelleria is a small town of 7000 inhabitants, in the district of Trapani, which alone occupies an islet much closer to Africa than to Sicily. The distance from Tunis, in fact, is only 65 km (it is 110 km from the Sicilian coast, instead). The island is of volcanic origin although its craters - the highest, Montagna Grande, exceeds 800 m - are now extinct. In addition to being beautiful and wild, Pantelleria is truly a universe apart. It is not Italy, it is not Africa and it is not even Sicily.
They speak a particular dialect, the "pantesque" language, much closer to Arabic and modern
Maltese than to traditional Sicilian. The plants that grow on these soils -exposed to the sea wind- are short palms, short vines, capers, short olive trees, aromatic herbs. It is difficult to find citrus trees or orchards, here. The fauna of Pantelleria is made up of migratory birds that stop to rest on the island during their journeys between Africa and Europe. Several times a specimen of monk seal has been spotted, perhaps the last of the species in the Mediterranean area. Far too numerous are the local rabbits!

The small inhabited center of Pantelleria, with ancient Greek-Roman origins and rich Arab elements, was almost totally destroyed by the bombings of World War 2. As a consequence, there are no more monuments of historical value, except for some archaeological ruins dating back to the Bronze Age and the megaliths of the second millennium BC. You can admire them in the places called Mursia and Cimillìa. The Barbacane castle (600 AD) was in part destroyed too. Today it appears restored and almost completely renewed.
NOT TO BE MISSED: a visit to the MIRROR OF VENUS, the small lagoon - today a protected Natural Reserve - located inside a former volcanic crater; the PANTESQUE GARDENS, that is cylindrical fences built with lava stones extracted from the fields. In this way, the space for crops is freed and at the same time "shelters" are built in which to grow plants. Crops, in there, are protected from the strong winds of the island. Do not miss the experience of visiting a DAMMUSU, the typical local architecture used both as house and stable ... today mainly as tourist rooms!  ------photos from the web.