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mercoledì 23 maggio 2018

Cippi e focu di pagghia---Wood and straw fire


Il nostro proverbio siciliano di oggi è: "ci vonu ccippi di centu cantàra, ca focu di pagghia picca dura". Ovvero: occorrono ceppi molto grossi, perché il fuoco fatto con la paglia si spegne presto. Il detto indica l'inutilità dei facili entusiasmi e delle passioni improvvise, a confronto di un risultato ottenuto con pazienza e lavoro nel tempo. Il "cantàro" in Sicilia e nella Napoli medievale era una unità di misura che corrispondeva a 100 rotoli, ovvero 90 kg di oggi. Dunque indicava qualcosa di molto pesante, a far capire in questo caso la dimensione dei ceppi per fare un buon fuoco. Una curiosità: in Sicilia, il cantàro indica anche il vaso da notte, che all'epoca era una brocca alta 30 cm, per cui potrebbe indicare anche -vista in tal senso- lo spessore dei tronchi in questione.

Our Sicilian motto of today is: "ci vonu ccippi di centu cantàra, ca focu di pagghia picca dura". That is: you need very large logs, because the fire made with straw soon ends. The proverb indicates the uselessness of easy enthusiasm and sudden passions, compared to a result obtained with patience and long work over time. The "cantàro" in Sicily and in the medieval Kingdom of Naples was a unit of measure that corresponded to 100 rolls, or 90 kg of today. So in this case it means something very heavy, to make it clear the size of the logs to make a good fire. A funny curiosity: in Sicily, the cantàro also indicates the chamber pot (bed pan), which at the time was a jug 30 cm high, so it could also indicate - in this sense - the thickness of the trunks in question.

lunedì 21 agosto 2017

PROVERBI SICILIANI 1 càliti juncu



INIZIAMO OGGI UNA NUOVA RUBRICA  DEDICATA AI (TANTI) PROVERBI SICILIANI.

Quello che vedete qui, scritto sul nostro "carretto", è uno dei più antichi e non solo per diffusione. Tradotto, significa "abbassati giunco, mentre passa la piena". Il giunco, la canna, è un arbusto forte e resistente.... si piega mille volte ma non si spezza. Davanti alla forza bruta non si oppone, si lascia sopraffare... tanto, quando la violenza passa, lui si rialza forte e dritto come prima.
E' uno specchio incredibile della SICILIANITA' .... descrive in modo impressionante la filosofia del popolo siciliano, che nei secoli è stato conquistato e sopraffatto cento volte ma mai cancellato. Anzi, come dice Camilleri, piuttosto sono i conquistatori che sono stati assorbiti dai siciliani!
Secondo lo studioso Giuseppe Pitré, il detto deriva direttamente dal latino di Publio Ovidio Nasone <<Obsequio tranantur aquae, nec vincere possis flumina, si contra, quam rapid unda, nates.>> (non serve nuotate contro il fiume, meglio chinarsi e lasciarsi trascinare dall'acqua... almeno credo, non conosco bene il latino). E forse Tomasi di Lampedusa lo ha abilmente reinterpretato col suo immortale "Occorre che tutto cambi perché tutto resti sempre come prima".



WE START TODAY A NEW SECTION DEDICATED TO THE (MANY) SICILIAN MOTTOS OR SAYINGS.

What you see here above, written on our "sicilian cart", is one of the oldest motto and not just for its diffusion on the island. Translated, it means "bow, reed, as the wave comes" .The reed, the water cane, is a strong and resistant shrub ... it might fold a thousand times but won't break. Against a brutal force it does not oppose, it is overwhelmed ... but, when violence ends, it rises strong and straight as before.
It is an incredible mirror of SICILIANITY .... it describes in an impressive way the philosophy of the Sicilian people, which over the centuries has been conquered and overwhelmed a hundred times but never deleted. Indeed, as Camilleri says, it is rather the conquerors who have been absorbed by Sicilians!
According to the scholar Giuseppe Pitré, this saying derives directly from the Latin of Publius Ovidio Nasone << Obsequio tranantur aquae, nec vincere possis flumina, si contra, quam rapid unda, nates >> (no use to swim against the river, better to bend and let it pass over you ... ). And maybe Tomasi of Lampedusa in his famous novel "The Leopard" has cleverly reinterpreted the saying with his immortal "Everything needs to change in order to let everything remain the same as before."