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domenica 9 marzo 2025

Carattere e gusto: Agrigentini - People and flavours

 

PHOTO BY SICILIA MC


Agrigento è la culla del turismo siciliano. Città simbolo non solo di storia (millenaria) ma anche di arte e bellezza, che si riassume per lo più nella grande Valle dei Templi e nella storica Via Atenèa. Una città devastata dagli anni folli dell'edilizia selvaggia, con grattacieli senza senso che ne deturpano il profilo, ha saputo comunque conservare - nel proprio cuore storico - meravigliose architetture arabesche e classiche. 

Fondata nel VI secolo avanti Cristo da coloni greci di origine rodi-cretese visse secoli di gloria nell'impronta della civilità ellenica. Il brusco e drammatico abbandono, seguito alla distruzione per mano degli Arabi (828 dopo Cristo), fu seguito da una lenta ricostruzione per mano dei Normanni a partire dal secolo XI in poi. Lo splendore di Agrigento non risiede quindi soltanto nei templi greci ancora visibili e intatti, ma anche nel centro storico di struttura araba ma ricco di palazzi e chiese medievali e barocche.

Agrigento ha regalato all'Italia e al mondo alcune delle menti più vivaci della cultura. Pirandello e Camilleri sono solo gli esempi più citati, ma ricordiamo certamente il drammaturgo e compositore Tony Cucchiara, il giornalista Matteo Collura, l'attore Gianfranco Jannuzzo, la cantautrice Rosa Balistreri (nata a Licata), lo scrittore Leonardo Sciascia (nato a Racalmuto) fra i tanti. Questo perchè l'agrigentino spazia con la mente altrove, si affida alla fantasia, al sognare in grande, per evadere da una realtà che è di fatto durissima. Nonostante la bellezza del territorio, infatti, i problemi legati alla disoccupazione, alla siccità, alla criminalità organizzata in passato hanno reso la vita in questa provincia difficilissima. E allora la gente di Agrigento si mostra fatalista, accomodante ma anche sognante ... per questo eccelle nelle arti, nella cultura e nello spettacolo. E dove si impegna, l'agrigentino riesce. Chi è abituato a lottare per sopravvivere non si lascia scoraggiare dalle difficoltà del mondo.

La genialità degli agrigentini si accompagna al gusto raffinato della loro gastronomia. Se verrete ad Agrigento, non mancate di assaggiare:

  • i cavatelli all'agrigentina, una pasta fresca di grano duro che si condisce con pomodorini e cipolla saltati in padella a cui si aggiungono le melanzane, il basilico e la ricotta salata con un filo di olio.
  • il macco di fave, una minestra ottenuta cuocendo le fave fresche e passandole in forma di crema insieme alle verdure; ottime da mangiare con il pane o anche con la pasta.
  • i cialdoni, sono dei mini cannoli alla ricotta la cui cialda croccante è impastata insieme alle mandorle.
  • il couscous dolce, un'opera d'arte a base di mandorle e pistacchi, opera delle mani delle monache di clausura della Abbazia di Santo Spirito. La ricetta? Un segreto da difendere a costo della vita!!


PHOTO BY SICILIAFAN.IT
Agrigento is the cradle of Sicilian tourism. A city that is a symbol not only of history (thousand-years old) but also of art and beauty, which is mostly summarized in the great Valley of the Temples and the historic  Atenèa street. A city devastated by the crazy years of wild construction, with senseless skyscrapers that disfigure its profile, it has nevertheless managed to preserve - in its historic heart - wonderful Arabic and classical architecture.

Founded in the 6th century BC by Greek people of Rhodian-Cretan origin, it lived centuries of glory in the imprint of Hellenic civilization. The sudden and dramatic decay, following the destruction by the hands of the Arabs (828 AD), was followed by a slow reconstruction by the Normans from the 11th century onwards. The splendor of Agrigento therefore does not reside only in the Greek temples still visible and intact, but also in the historic core of Arab structure but rich in medieval and baroque palaces and churches.

Agrigento has given Italy and the world some of the most lively minds in culture. Pirandello and Camilleri are just the most cited examples, but we certainly remember the playwright and composer Tony Cucchiara, the journalist Matteo Collura, actor Gianfranco Jannuzzo, the singer-songwriter Rosa Balistreri (born in nearby Licata), the writer Leonardo Sciascia (born in Racalmuto) among many others. This is because the Agrigento native wanders with his/her mind elsewhere, relies on fantasy, on dreaming big, to escape from a reality that is in fact very harsh. Despite the beauty of the territory, in fact, the problems related to unemployment, drought, organized crime in the past have made life in this district very difficult. And so the people of Agrigento are fatalistic, accommodating but also dreamy ... for this reason they excel in the arts, culture and entertainment. And where they commit themselves, the Agrigento natives succeed. Those who are used to fighting to survive do not let themselves be discouraged by the difficulties of everyday life.

The genius of the people of Agrigento is accompanied by the refined taste of their gastronomy. If you come to Agrigento, don't miss tasting:

  • cavatelli all'agrigentina, a fresh pasta made from durum wheat that is seasoned with cherry tomatoes and onion sautéed in a pan, to which aubergines, basil and salted ricotta are added with a drizzle of oil.
  • macco di fave, a soup obtained by cooking fresh broad beans and pureeing them together with vegetables; excellent to eat with bread or even with pasta.
  • cialdoni, are mini cannoli with ricotta whose crunchy wafer is kneaded together with almonds.
  • sweet couscous, a masterpiece in pastry made with almonds and pistachios, the work of the cloistered nuns of the Abbey of Santo Spirito. The recipe? A secret to be defended at the cost of one's life!!


sabato 14 dicembre 2024

Carattere e gusto: i Nisseni - People and flavours

 

photo Sicilia Muse Culture


Caltanissetta viene sempre nominata per parlare di problemi e difficoltà ... siccità, mafia, disoccupazione, abbandono ... ed è talmente poco considerata, a livello nazionale, che i giornalisti sbagliano sempre il nome (Caltanisetta, con una sola "s"). Eppure basterebbe poco per conoscere meglio questa deliziosa città, situata nel cuore profondo della Sicilia in una posizione - un tempo - certamente vantaggiosa e oggi, purtroppo, sfavorevole.

Sicilia Muse Culture ha dedicato a Caltanissetta un articolo completo (CHE TROVATE  QUI). Oggi vogliamo invece parlare delle persone di Caltanissetta, delle loro caratteristiche e... dei loro gusti.

Discendenti di guerrieri arabi (il nome della città deriva da Qalat Anissa, il castello delle donne) e di artisti bizantini provenienti dalla città di Nissa, da cui il nome attuale degli abitanti (nisseni), le persone che abitano e respirano l'aria di Caltanissetta tendono ad essere allo stesso tempo riservate e determinate. Nel silenzio lavorano e creano meraviglie. Non è un caso se da qui sono partiti numerosi artisti - Giuseppe Fratelloni, pittore; Michele Tripisciano, scultore; Mauro Tumminelli, letterato e Piermaria Rosso di Sansecondo, commediografo - ma anche un noto chirurgo del XX secolo, il dott. Ernesto Tricomi, e il magistrato Giuseppe Ayala. Chi abita in un territorio aspro, difficile, isolato deve scatenare la fantasia ed è per questo che l'arte e l'ingegno trovano terreno fertile nelle menti dei nisseni.  La gente di Caltanissetta è anche molto alla mano, accogliente, schietta... come è tipico di chi è abituato ad aiutarsi quando il resto del mondo si dimentica di te e della tua comunità.

La semplice determinazione delle persone di questo territorio si esprime anche nei gusti. La cucina nissena è fatta di elementi genuini, semplici, umili ma arrangiati in modo incredibile per produrre bontà assolute:

  • il Timballo alla Nissena è un timballo di riso a base di carne di maiale, mortadella, uova e melanzane;
  • il Pollo Nisseno, si prepara al forno con caciocavallo, pangrattato e limone;
  • il Pesto di Caltanissetta si realizza con un mix di pomodori secchi, finocchietto selvatico, mandorle, pinoli e acciughe;
  • il dolce da provare è la Crucetta (foto in basso), una antichissima ricetta riscoperta solo da poco e i cui segreti sono custoditi dalle donne del quartiere Santa Croce: si sa soltanto che è a base di mandorle, zucchero e una purea dolce al limone con aggiunta di altri agrumi (in forma di canditi? al naturale? cotti?... nessuno lo sa).

Vale la pena andare a scoprire Caltanissetta e la sua gente.... no?

photo by Oppidum Nissenae-Wikipedia


Caltanissetta is always mentioned to talk about problems and difficulties ... such as drought, mafia, unemployment, decay .... and it is so little considered, at a national level, that journalists always get the name wrong (Caltanisetta, with only one "s"). Yet it would be worth knowing this delightful city better. Located in the deep heart of Sicily in a position - once - certainly advantageous and today, unfortunately, unfavorable, Caltanissetta might charm you.

Sicilia Muse Culture had dedicated a complete article to this city ( YOU CAN FIND IT HERE). Today we want to talk about the people of Caltanissetta, their characteristics and ... the taste of the delicious things they eat and prepare.

Descendants of Arab warriors (the name of the city derives from Qalat Anissa, the castle of women) and Byzantine artists of the city of Nissa, from which the current name of the inhabitants (nisseni) derives, the people who live and breathe the air of Caltanissetta tend to be at the same time shy and determined. In silence, they work and create wonders. It is no coincidence that many artists were born here - Giuseppe Fratelloni, painter; Michele Tripisciano, sculptor; Mauro Tumminelli, writer and Piermaria Rosso di Sansecondo, playwright - but also a well-known surgeon of the 20th century, Dr. Ernesto Tricomi, and the magistrate Giuseppe Ayala are nisseni. Those who live in a harsh, difficult, isolated territory must unleash their imagination and that is why art and genius find fertile ground in the minds of the Nisseni people. The inhabitants of Caltanissetta are also very easy-going, welcoming, frank... as is typical of those who are used to helping each other when the rest of the world forgets about you and your community.

The simple determination of the people of this territory is also expressed in their tastes. The cuisine of Caltanissetta is made of genuine, simple, humble elements but arranged in an incredible way to produce absolute goodness: Timballo alla Nissena is a rice timbale made with pork, mortadella, eggs and aubergines;  Pollo Nisseno is baked chicken with caciocavallo cheese, breadcrumbs and lemon; Pesto di Caltanissetta is made with a mix of dried tomatoes, wild fennel, almonds, pine nuts and anchovies; the dessert to try is Crucetta (photo above), an ancient recipe rediscovered only recently and whose secrets are kept by the women of the Santa Croce neighbourhood: we only know that it is based on almonds, sugar and a sweet lemon puree with the addition of other citrus fruits (in the form of candied fruit? natural? cooked?... nobody knows).

It is worth going to discover Caltanissetta and its people.... isn't it?