mercoledì 4 ottobre 2023

Quei biondi siciliani normanni - Those blond Sicilians from Normandy

 

photo by Sicilia MC


Quando i Normanni arrivarono dal Nord Europa in Sicilia, trovarono un'isola ricca e piena di risorse, resa meravigliosa da quegli stessi Arabi che - alla fine del X secolo - erano entrati in contrasto tra loro stessi. Approfittando delle guerre fra tribù, delle continue liti tra sultani e della instabilità generale, alcuni mercenari cristiani provenienti dalla Normandia, Francia del Nord, si erano man mano inseriti nel tessuto sociale. Non fu quindi difficile organizzare la riconquista cristiana dell'isola, grazie alle imprese di Ruggero d'Altavilla che entrò con le sue navi nel porto di Messina nel 1061 e appena tre anni dopo aveva già preso quasi tutti i territori musulmani.

I Normanni però non cacciarono gli antichi abitanti della Sicilia, anzi, riuscirono a "fondere" la propria cultura con quella araba creando un modo di vivere e di costruire che mescola il gotico nordico con lo stile orientale. Le bellezze di questi palazzi, ponti, campanili si possono ancora oggi ammirare soprattutto nella zona di Palermo, di Enna, di Caltanissetta ma anche nelle cittadine dell'interno siciliano. Con il susseguirsi dei secoli e con l'arrivo di altre dominazioni (Angioini e spagnoli Aragonesi), infatti, le popolazioni normanne si ritirarono sempre più verso l'interno, fuggendo dalle coste. Abituati da sempre a costruire fortezze e castelli per dominare i propri territori, trovarono riparo in questi luoghi tra le montagne. E qui il loro DNA si è conservato nel tempo.

Se viaggiate oggi nella Sicilia più interna, tra Enna, Caltanissetta, le montagne messinesi o palermitane e anche alcune zone del fianco ovest dell'Etna, incontrerete persone che vi ricorderanno, nei tratti, più un norvegese che un mediterraneo. Capelli biondi o rossi, occhi chiari, pelle chiara, lentiggini ... queste caratteristiche sono siciliane tanto quanto quei famosi colori scuri che tutti conoscete. Questi biondi siciliani normanni abitano ancora oggi paesi come Piazza Armerina, San Fratello, Floresta, Sperlinga,


Nicosia, Aidone, ma anche Randazzo e Bronte. E se li sentirete parlare nella loro "lingua" ascolterete suoni che richiamano moltissimo il francese, il piemontese e il tedesco. Quella lingua è il dialetto "gallo italico", che proprio alla Gallia - antica Francia - fa riferimento. A perenne ricordo di quei signori alti e biondi che per duecento anni furono, anche loro, parte della storia di quest'isola meravigliosa.


When the Normans arrived from Northern Europe in Sicily, they found a rich and resourceful island, made wonderful by those same Arabs who - at the end of the 10th century AD - had come into conflict with each other. Taking advantage of the wars between tribes, the constant quarrels between sultans and the general instability, some Christian mercenaries from Normandy, Northern France, had gradually inserted themselves into the social scenario of the island. It was therefore not difficult to organize the Christian reconquest of Sicily, thanks to the exploits of Roger of Hauteville who entered the port of Messina with his ships in 1061 and just three years later had already taken almost all the Muslim territories.

The Normans, however, did not expel the ancient inhabitants of Sicily. On the contrary, they managed to "mix" their culture with the Arab one, creating a way of living and building that mixes Nordic Gothic with Middle-Eastern style. The beauties of these palaces, bridges and bell towers can still be admired today, especially in the areas of Palermo, Enna, Caltanissetta but also in the towns of inner Sicily. With the passing of the centuries and with the arrival of other dominations (Anjous and the Spanish Aragonese), in fact, the Norman populations retreated further inland, fleeing from the coasts. Always used to building fortresses and castles to dominate their territories, they found shelter in these places among the mountains. And here their DNA has been preserved over time.

If you travel today in the innermost Sicily, between Enna, Caltanissetta, the mountains of Messina or Palermo and even some areas of the western side of Mount Etna, you will meet people who will remind you, in their traits, more of a Norwegian than a Mediterranean. Blond or red hair, light blue eyes, pale skin, freckles... these characteristics are as Sicilian as those famous dark colours you all know. These blond Norman Sicilians still inhabit towns such as Piazza Armerina, San Fratello, Floresta, Sperlinga, Nicosia, Aidone, but also Randazzo and Bronte. And if you hear them speak in their "language" you will hear sounds that are very reminiscent of French, Piedmontese and German. That language is the "Gaul Italic" dialect, which refers precisely to Gaul - ancient France - in perpetual memory of those tall, blond lords and princesses who -for two hundred years- were also part of the history of this wonderful island.

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